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Passione per la scrittura


Emanuele Farneti, direttore di testata, e Chiara Zocchi, scrittrice: due giovani professionisti della scrittura si raccontano.Due giornate tipo molto diverse, un'unica grande passione.

Emanuele Farneti
Un direttore che lascia il segno

Giovanissimo direttore di Men's Health, si è svelato nelle sue sfaccettature più professionali lanciando segnali profondi sul panorama giornalistico italiano.

Una giornata nel segno di...


Il giovanissimo direttore non manca di rispondere tutti i giorni ai suoi lettori e ai suoi collaboratori. Forte di dodici redattori affiatati e motivati, è conscio della responsa-bilità che la più grande casa editrice italiana gli ha affidato.
Ed è per questo che è scrupolosis-simo nel coniugare le richieste del suo pubblico, gli stimoli internazio-nali e le potenzialità dei giornalisti e dei fotografi che contribuiscono fattivamente a rendere Men's Health un'importante testata di servizio; forse per questo non lascia mai il lavoro in ufficio. Emanuele Farneti muove i primi passi del mattino in redazione, incontra la sua efficiente segretaria che lo aggiorna sul planning della giornata e poi si tuffa nella lettura della posta.
L¹interruzione telefonica è di rigore per un uomo impegnato a lanciare segnali nuovi.
Il mensile è tra le sue mani da meno di un anno ed il suo restyling sta sfilando davanti a lettori, curiosi ed investitori.
I riscontri sono positivi, ma più la testata piace, più aumenta la mole di lavoro. La sua giornata si spende totalmente all¹interno di una sede multifunzionale dove lavorare, prendersi le pause riflessive nel parco, sorseggiare caffè con i collaboratori.
E dopo riunioni e ore passate tra l'organizzazione del nuovo numero le correzioni di quello in uscita, spegne la luce per entrare nel "piacere di essere uomo".

Emanuele Farneti, direttore di Men's Health

Segni di un direttore di testata

A cinque anni dalla nascita di Men's Health, nuova veste grafica, nuove rubriche e qualche aggiustamento nella formula, che accentui il taglio di servizio della testata sui suoi temi cardine: fitness, alimentazione, salute e sesso. Il maschile pubblicato in joint venture dalla Mondadori e dall¹americana Rodale Press, nei progetti della casa editrice deve riguadagnare la leadership in edicola dopo essere stato superato da Fox Uomo (secondo gli ultimi dati ADS, le due testate vendono rispettivamente 186mila e 209mila copie) e consolidare un trend pubblicitario che nei primi mesi di quest¹anno viene definito più che positivo. Viene chiamato a dirigerlo nel dicembre scorso Emanuele Farneti. Laureato in giurisprudenza con una tesi di diritto penale in cronaca giudiziaria, a soli 30 anni ha battuto le principali testate maschili italiane; dal luglio 2004 direttore di Sport Week, supplemento illustrato della Gazzetta dello Sport; ha iniziato la sua carriera a GQ, dove in quattro anni da redattore ordinario diventa vice capo redattore.
Dopo un primo passaggio a Men's Health, con il ruolo di capo redat-tore centrale, approda alla Gazzetta dello Sport tra i respon-sabili della redazione calcio e nel luglio 2004 vince il premio "Ischia" nella categoria giovani. Sin da giovane studente ha avvici-nato il mondo giornalistico sco-prendo i segreti della professione al fianco di ottimi maestri.
Si è dedicato a diversi temi dimos-trando sempre un¹attitudine particolare verso lo sport, inteso come momento aggregativo, cannocchiale per mettere a fuoco le tendenze sociali, tecniche di perfezionamento della macchina corpo. Oggi, invece, lo presenta da un'altra prospettiva: quella della salute e della vita quotidiana "perché un uomo si riconosce proprio dal suo stato fisico".

Il segno della scrittura

Scrive da sempre. E da sempre questo gesto rappresenta per lui la vera essenza della comunicazione: uno strumento di servizio che deve informare. Sicuramente nel mondo giornalis-tico questo è un concetto imprenscindibile. La sua scrittura è concisa, senza troppi fronzoli, ma soprattutto viva e serrata. Da un editoriale di Emanuele Farneti emergono regole fondamentali, come quelle di una sceneggiatura: presentazione dei personaggi, contestualizzazione del tema, legami e connessioni, quid comuni-cativo e morale con colpo di scena. Il tutto condito con diversi livelli di lettura, per poter consultare, approfondire, interagire, rispondere.
La scrittura di Farneti-direttore è fatta di puro servizio. Ha un'intesa corrispondenza attraverso la posta elettronica, quello strumento che avvicina molto in un'era di massimizzazione di tempi e di informazioni. Ed ogni contatto deve avere la massima attenzione. Del suo segno grafico, invece, non ci sono molte tracce, se non le correzioni di bozze che rivelano un tratto deciso, asciutto e comunicativo, volto esclusivamente a fornire informazioni precise ed innegabili.
Rigorosamente cerchiate ed indicate con una penna nera. E se deve parlare con i suoi affetti continua ad affidarsi a carta e penna... segnali sintetici, ma altamente espressivi...

Chiara Zocchi
Il segno giovanile della scrittura multimediale

Giovanissima rivelazione con "Olga", la scrittrice multi-task propone la tessitura di suoni, colori, parole e stimoli fondamentali per il pensiero… da una piccola valle svizzera.

Una giornata nel segno di...

… entrare nella vita di Chiara Zocchi per un giorno vuol dire godere della sua serenità, del silenzio di questa valle sperduta della Svizzera, del vero fermento creativo che attraversa la casa.
Scrive meglio al mattino ed alla sera. Non legge quotidiani se non il Corriere del Ticino per sapere che accade almeno intorno a sé. Non vuole essere definita giornalista, malgrado la sua collaborazione con Rolling Stones ed altre testate italiane, perché è ancora legata al puro concetto di informazione supra partes.
Il computer è l'unico strumento che utilizza per scrivere libri, articoli, pièce o canzoni: "Olga" fu proprio frutto del primo computer che entrò nella casa di famiglia… "I miei migliori amici sono Pessoa, Molière, Moravia, Canetti, Alda Merini, Emily Dikinson, Marguerite Duras... e tanti altri. Nella mia piccola casa io dormo con loro. Così non mi sento mai sola." Chiara non si ritiene un essere sociale: la si intravvede schiva nelle serate mondane, anche se è la protagonista di un recital nella notte di San Lorenzo e delizia tutti gli ospiti con la sua ugola intonando canzoni come " India"… poi torna a casa e scandisce il tempo quotidiano cucinando, lavando, stirando… ma nel suo nido uno spazzolone può essere messo da parte per provare con Zeno l'arrangiamento di quel pezzo che non la convince molto…
Chiara Zocchi

Segni di una writer multi-task

Studi classici, esperienza universitaria in comunicazione, dottorato dalle note parigine si rispecchiano nella sua intensa attività di scrittrice, autrice, opinionista ed organizzatrice di eventi letterari.
Chiara Zocchi vive la scrittura come parte di un tutto che rientra in una filosofia di silenzio, solitudine, rispetto e ore e ore di letture… le uniche che riempiono la sua giornata ricca e utile.
Tanta creatività indubbiamente ha avuto un imprinting importante: quello della famiglia di farmacisti che cura il prossimo con la chimica. Lei ha provveduto a prendere a cuore la sua anima ed i suoi mali giovanili con una terapia più umana: la scrittura… che non abbandona mai come la lettura: "Tutto. Leggo le parole. La musica. Il silenzio. I rumori. Le immagini. La natura. L'odore dell'aria. Leggo sempre. Io vivo leggendo. Non posso fare a meno delle parole di Fernando Pessoa ma anche della voce di Carmen Consoli o di come Eric Satie toccava la musica o di un bambino che mi sorride senza pensare".
E delle sue molteplici creature Chiara sta coccolando più di tutte "Tre voli", il suo nuovo libro in uscita, sempre per la Garzanti, che a settembre verrà presentato con uno spettacolo teatrale al Filo-drammatici di Milano. Si tratta di una messa in scena del mondo (sonoro e visivo) che sta intorno al libro. È una sorta di libro vivente, il cui copione è composto da parti del romanzo e da canzoni scritte dall'autrice nello stesso periodo. La scenografia consisterà in proiezioni di parole, frasi e immagini; mentre i costumi saranno bidimensionali, in carta. Il tutto recitato (Guia Zapponi alla voce parlante), can-tato (Chiara Zocchi alla voce cantante) e musicato dal vivo, con una formazione elettroacustico: violino elettrico (Giuliana Altamura), violoncello elettroacustico (Zeno Gabaglio), chitarre (Chiara Zocchi e Dario Brunori).

Il segno della scrittura

Grazie alla fiducia che la casa editrice Garzanti le diede giovanissima nel 1996, il suo primo romanzo "Olga" ha vinto il premio "Fiuggi", il premio "Rapallo" per opera prima e il premio "Costantino Pavan" ed è stato tradotto in nove lingue. Chiara non smette mai di ricordare che "quando ho sentito un piccolo male nella pancia, che in seguito ho chiamato sensibilità, ho cercato il modo per curarlo da sola. La logoterapia, cioè la terapia delle parole, mi ha fatto stare bene. E il mio libro, per me, non è diverso da ciò che vendono i miei genitori. Non ha una scatola con le indicazioni e le controindicazioni. Ma mi ha fatto stare bene. Tutti i libri sono delle medicine, ma nessuno può risalire alla loro composizione. Sono le prime medicine. Quelle che qualcuno, a bassa voce, chiamava magie". La scrittura è un segno che Chiara ha scoperto nel passato. Non il suo, ma quello dei grandi maestri che l'hanno cresciuta. La sua forma espressiva attinge esplicitamente da Pessoa, Sanguineti, Quenau. E guardando le decine di copie tradotte del suo "Olga", si sofferma su quella in giapponese, di cui accarezza i segni distintivi di un'altra cultura… che la legge al contrario. Non scrive pensando principalmente all'attività persuasiva della comunicazione, ma a quella espressiva che la liberi dai mali quotidiani e che porti un po' di serenità e di riflessione in chi la legge… giocando con le tecniche di scrittura creativa.