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Anty Pansera: " F.I.L.A. nacque a Firenze alla
fine degli anni '20, voluta e creata da due nobili famiglie
fiorentine che ne caratterizzarono i prodotti con lo storico giglio
di Firenze, stilizzato. Una storia iniziata con la produzione di
pastelli e con una straordinaria campagna pubblicitaria affidata a
Severino Puzzati, in arte Seppo, un nome allora di grande
importanza: trasferitosi dall'Italia a Parigi, individuò con grande
lungimiranza l'importanza del prodotto e lo portò in prima pagina
nelle sue cartelle di comunicazione. Una storia che continuò nel
tempo: dopo la seconda guerra mondiale F.I.L.A. conobbe una nuova
vita, si trasferì, in parte, nel capoluogo lombardo e, attraverso
la famiglia Candela, conobbe una nuova stagione".
Alberto Candela: " Negli anni '60, F.I.L.A.
aveva uno stabilimento a Firenze, dove produceva e produce tuttora
la linea Giotto dedicata ai prodotti per scuola, e uno stabilimento
a Milano, Lyra, per la produzione di strumenti per scrittura: una
sorta di know how sulla plastica, sull'iniezione della plastica,
sulla formulazione degli inchiostri. Erano gli albori delle penne a
sfera cui, alla fine degli anni '60, fecero seguito i pennarelli.
Il cammino è stato lungo ma ha permesso di produrre una gamma di
prodotti allargata: dai prodotti per modellare alla linea Pongo,
dai gessi della società francese Omniacolor, acquisita nel 2000,
all'entrata sul mercato americano con l'acquisto di una grossa
azienda, la Dixon, riconosciuta come icona nel mondo della
scrittura per la sua matita, gialla con il gommino sulla parte
posteriore, tuttora leader di mercato".
Anty Pansera: "Alberto Candela prese le redini
dell'azienda nel 1964 e iniziò un procedimento di totale rinnovo,
interno e di immagine. Cosa portò alla necessità di una nuova
penna?".
Alberto Candela: "Tra i motivi che portarono
alla creazione di Tratto Pen, uno fu la nuova struttura che
F.I.L.A. si diede nel 1973; un ufficio commerciale per coordinare
un ufficio vendite e un ufficio marketing. Proprio quest'ultimo, lo
stesso anno, ricevette il compito di studiare un nuovo modello di
penna per potervi inserire una punta, proveniente dal Giappone,
ritenuta assolutamente innovativa in termini prestazionali. Per
realizzare il progetto fu contattato Design Group Italia, un
ufficio di design fondato da Marco Del Corno, specializzato nel
proporre forme nuove con caratteristiche di classicità. Forme che
noi adottammo subito con piacere".
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Tratto Pen Anty Pansera
Storica del design |
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Anty Pansera: "Il successo di questo nuovo
prodotto portò alla decisione di allargare la linea Tratto. Da un
primo nuovo modello, Tratto Clip, nato pochi anni dopo, a una vera
e propria rivoluzione nel design delle penne a sfera. Perché questa
necessità?".
Alberto Candela: "Cambiano i gusti, cambiano i
consumi e cambiano anche gli uomini di marketing, coloro che
studiano e pianificano l'evoluzione del prodotto. In quel periodo,
il reparto marketing, decise che i tempi erano maturi per allargare
la famiglia Tratto Pen, come già accadde negli anni '70 con
l'evidenziatore Tratto Video e con Tratto Marker. Una sola
condizione: le classiche penne a sfera, per portare il marchio
Tratto, avrebbero dovuto avere elementi, particolari, sensibilmente
differenti. Così ripescammo, nell'archivio, vecchi prodotti datati
1950 e 1960, perché ciò che doveva divenire innovativo era il
sistema di funzionamento, non la punta, il refill, che rimasero
quelli tradizionali. La seconda penna a sfera, nata sotto la gamma
Tratto, fu ancora più semplice e si ispirò ad un modello che prese
forma nel '73 per ovviare al problema della perdita del cappuccio.
In tutte le penne a sfera allora presenti sul mercato, si toglieva
il cappuccio alla punta, lo si appoggiava e, regolarmente, lo si
perdeva. Con questo sistema, a rotazione, il cappuccio ha la doppia
funzione di far uscire e rientrare la punta ruotando su se stesso
e, con la sua clip, di consentire l'utilizzo e la portabilità da
parte del consumatore".
Anty Pansera: "Gli anni passano e le tecnologie
si evolvono. Ci sarà sempre un futuro per i tradizionali mezzi di
scrittura?".
Alberto Candela: "Negli Stati Uniti, nel 1976,
venne organizzata un'importante riunione cui parteciparono tutti i
più grandi fabbricanti di matite del mondo. Un docente
universitario presentò un lunga relazione che fece rabbrividire
ogni partecipante: predisse, entro pochi anni, la fine della penna
e della matita perché sostituite dal computer. In realtà, con il
passare del tempo e con il modificarsi del mercato, l'inserimento
dei nuovi strumenti di scrittura consentì di selezionare quelli
precedenti, apportarvi migliorie così da permettere la coesistenza
di entrambi. E così sarà in futuro: ci sarà sempre uno spazio per
la matita, la penna e gli altri strumenti simili di scrittura
manuale".
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