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Dal progetto alla linea

Alberto Candela: una storia che F.I.L.A.

Una storia che riporta alle origini dello storico giglio di Firenze stilizzato, che ci racconta i segreti del successo di una penna che rivoluzionò la scrittura. E che ne svela il futuro. Da un'intervista di Anty Pansera, Storico e Critico del Disegno industriale, nasce il racconto di Alberto Candela, Presidente F.I.L.A. dal 1964.

Dall'azienda al progetto

Anty Pansera: " F.I.L.A. nacque a Firenze alla fine degli anni '20, voluta e creata da due nobili famiglie fiorentine che ne caratterizzarono i prodotti con lo storico giglio di Firenze, stilizzato. Una storia iniziata con la produzione di pastelli e con una straordinaria campagna pubblicitaria affidata a Severino Puzzati, in arte Seppo, un nome allora di grande importanza: trasferitosi dall'Italia a Parigi, individuò con grande lungimiranza l'importanza del prodotto e lo portò in prima pagina nelle sue cartelle di comunicazione. Una storia che continuò nel tempo: dopo la seconda guerra mondiale F.I.L.A. conobbe una nuova vita, si trasferì, in parte, nel capoluogo lombardo e, attraverso la famiglia Candela, conobbe una nuova stagione".

Alberto Candela: " Negli anni '60, F.I.L.A. aveva uno stabilimento a Firenze, dove produceva e produce tuttora la linea Giotto dedicata ai prodotti per scuola, e uno stabilimento a Milano, Lyra, per la produzione di strumenti per scrittura: una sorta di know how sulla plastica, sull'iniezione della plastica, sulla formulazione degli inchiostri. Erano gli albori delle penne a sfera cui, alla fine degli anni '60, fecero seguito i pennarelli. Il cammino è stato lungo ma ha permesso di produrre una gamma di prodotti allargata: dai prodotti per modellare alla linea Pongo, dai gessi della società francese Omniacolor, acquisita nel 2000, all'entrata sul mercato americano con l'acquisto di una grossa azienda, la Dixon, riconosciuta come icona nel mondo della scrittura per la sua matita, gialla con il gommino sulla parte posteriore, tuttora leader di mercato".

Anty Pansera: "Alberto Candela prese le redini dell'azienda nel 1964 e iniziò un procedimento di totale rinnovo, interno e di immagine. Cosa portò alla necessità di una nuova penna?".

Alberto Candela: "Tra i motivi che portarono alla creazione di Tratto Pen, uno fu la nuova struttura che F.I.L.A. si diede nel 1973; un ufficio commerciale per coordinare un ufficio vendite e un ufficio marketing. Proprio quest'ultimo, lo stesso anno, ricevette il compito di studiare un nuovo modello di penna per potervi inserire una punta, proveniente dal Giappone, ritenuta assolutamente innovativa in termini prestazionali. Per realizzare il progetto fu contattato Design Group Italia, un ufficio di design fondato da Marco Del Corno, specializzato nel proporre forme nuove con caratteristiche di classicità. Forme che noi adottammo subito con piacere".


Tratto Pen Anty Pansera
Storica del design

La comunicazione

Anty Pansera: "Il successo di questo nuovo prodotto portò alla decisione di allargare la linea Tratto. Da un primo nuovo modello, Tratto Clip, nato pochi anni dopo, a una vera e propria rivoluzione nel design delle penne a sfera. Perché questa necessità?".

Alberto Candela: "Cambiano i gusti, cambiano i consumi e cambiano anche gli uomini di marketing, coloro che studiano e pianificano l'evoluzione del prodotto. In quel periodo, il reparto marketing, decise che i tempi erano maturi per allargare la famiglia Tratto Pen, come già accadde negli anni '70 con l'evidenziatore Tratto Video e con Tratto Marker. Una sola condizione: le classiche penne a sfera, per portare il marchio Tratto, avrebbero dovuto avere elementi, particolari, sensibilmente differenti. Così ripescammo, nell'archivio, vecchi prodotti datati 1950 e 1960, perché ciò che doveva divenire innovativo era il sistema di funzionamento, non la punta, il refill, che rimasero quelli tradizionali. La seconda penna a sfera, nata sotto la gamma Tratto, fu ancora più semplice e si ispirò ad un modello che prese forma nel '73 per ovviare al problema della perdita del cappuccio. In tutte le penne a sfera allora presenti sul mercato, si toglieva il cappuccio alla punta, lo si appoggiava e, regolarmente, lo si perdeva. Con questo sistema, a rotazione, il cappuccio ha la doppia funzione di far uscire e rientrare la punta ruotando su se stesso e, con la sua clip, di consentire l'utilizzo e la portabilità da parte del consumatore".

Anty Pansera: "Gli anni passano e le tecnologie si evolvono. Ci sarà sempre un futuro per i tradizionali mezzi di scrittura?".

Alberto Candela: "Negli Stati Uniti, nel 1976, venne organizzata un'importante riunione cui parteciparono tutti i più grandi fabbricanti di matite del mondo. Un docente universitario presentò un lunga relazione che fece rabbrividire ogni partecipante: predisse, entro pochi anni, la fine della penna e della matita perché sostituite dal computer. In realtà, con il passare del tempo e con il modificarsi del mercato, l'inserimento dei nuovi strumenti di scrittura consentì di selezionare quelli precedenti, apportarvi migliorie così da permettere la coesistenza di entrambi. E così sarà in futuro: ci sarà sempre uno spazio per la matita, la penna e gli altri strumenti simili di scrittura manuale".