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Tratto Design

Protagonisti di questa storia, accanto a F.I.L.A., due grandi realtà, conosciute allora, cresciute nel tempo, sulla cresta dell'onda ancora oggi: Design Group Italia e TBWA. Innanzi tutto il design: oltre ad una penna che scrivesse bene era necessario creare una bella penna che scrivesse bene, che instaurasse col consumatore un legame emotivo. Come nasce l'idea del Tratto Pen così come lo conosciamo oggi? Anty Pansera lo chiede a chi, quell'idea, l'ha avuta: Marco Del Corno, Designer e Fondatore di Design Group Italia; Maria Gemma Del Corno, Edgardo Angelini e Sigurdur Thorsteinsson, Designers.

Un'idea obbligata


Anty Pansera: "Marco Del Corno, progettista e designer che trent'anni fa iniziò a lavorare su questo prodotto, a far ricerca, che iniziò a disegnarlo. Come nacque questo rapporto, come iniziò a lavorare su questo prodotto?".

Marco Del Corno, Industrial Designer e fondatore di Design Group Italia: "Tratto Pen prese vita per la voglia di novità, di qualcosa che si proponesse sul mercato con una fisionomia ben precisa, non nella serie delle cose già esistenti. In quel momento mi piaceva disegnare oggetti molto compatti e, del resto, è una penna, un elemento fatto da un corpo e da un cappuccio, quindi c'era poco da girare intorno. Fosse stata un'automobile avrei potuto farla più lunga, più larga ma qui non era possibile... quindi ancora più impegno nel progettarla".

Anty Pansera: "Maria Gemma Del Corno, che lavorò spesso a più mani in Design Group Italia, non solo con suo marito ma con tutto il team che Del Corno strutturò nel corso degli anni. Quale fu il suo contributo al progetto Tratto Pen?".

Maria Gemma Del Corno, Graphic Designer: "Il mio intervento in Tratto Pen fu il design del cappuccio. Marco, un giorno, mi disse: "Abbiamo bisogno di idee per il cappuccio". Avevamo questo oggetto lineare, senza nessuna asperità, senza nessuna trasformazione... quindi rendere particolare il cappuccio diventò una necessità. Lavorai molto al progetto e, ad un certo punto, presentai tre idee: il pope, la matita e la bombetta. Fu scelta la bombetta".


Progetto tappo Tratto Pen

Dal materiale...

Anty Pansera: "I primi materiali, le prime difficoltà di produzione, i primi rischi e i primi successi. Com'è trascorsa la produzione dei primi Tratto Pen?".

Edgardo Angelini: "La prima serie di Tratto Pen, e successivamente di Tratto Clip, aveva il fusto prodotto in un materiale plastico, il metacrilato, innovativo per le sue caratteristiche estetiche e di stampabilità. In realtà, possiamo dirlo solamente oggi con le conoscenze attuali, quel materiale permetteva all'inchiostro di evaporare, in quanto permeabile ai solventi utilizzati per l'inchiostro stesso. Ebbe, quindi, una vita abbastanza breve e, da lì a poco, obbligò F.I.L.A. ad utilizzarne un altro, quello che viene utilizzato ancora oggi: il polipropilene".


...al colore

Anty Pansera: "Marco del Corno, si racconta che Lei si sia imposto sul colore. Quello che noi, oggi come ieri, percepiamo come marrone, Lei lo definì "color asfalto" e lo impose a F.I.L.A. in quanto elemento ancor più qualificante per meglio identificare il prodotto. Ricorda questa battaglia interna fra il designer e l'azienda?".

Marco Del Corno: "In F.I.L.A. erano affezionati ai quattro colori classici e, come al solito, avevano la paura commerciale: "un colore di questo genere non vende". Invece no, si dimostrò molto accetto al pubblico e portò alla soluzione anche di alcuni problemi: cambiando il colore del corpo, per sottolineare l'inchiostro divenne sufficiente cambiare il colore dei tappini posteriori".


Tratto Pen "color asfalto"

Prima clip

Anty Pansera: "Tratto Clip è il primo derivato, il primo fratello, di Tratto Pen. Nasce a pochi anni di distanza ed è un oggetto diverso, quasi più prezioso. Da cosa è caratterizzato?"

Edgardo Angelini: "L'obiettivo fu quello di mantenere un family feeling con Tratto Pen ma, allo stesso tempo, attraverso piccole modifiche alla sua forma e alle sue proporzioni, ottenere una penna più personale e più ricca. La penna diventò, così, molto più corta e un pochino più grossa e le fu inserita una clip caratteristica e particolare: era solito per quell'epoca, che le clip nascessero dalla parte terminale del cappuccio, questa invece venne inserita al suo centro, con una fascetta che la inglobava; una sorta di fronte al centro della penna. Quando è inserita nel taschino, all'occhio appare una bella parte dell'oggetto e questo lo rende molto riconoscibile".

Marco Del Corno: "Una clip, di solito, si va ad inserire in modo molto leggero. Invece disegnai volutamente questo anello così grande, perché preferivo vederla solida".

Edgardo Angelini: "La prima serie di Tratto Clip, naturalmente, nacque con la clip in metallo, dalla forma molto lineare e distanziata dal corpo per permetterle il posizionamento nella tasca. In più aveva un piccola concavità di forma circolare. Nella versione successiva, degli anni '80, quando si passò dai quattro al colore unico "asfalto", questa concavità fu sfruttata per l'inserimento del segnale colore. Diventò, di conseguenza, un elemento molto riconoscibile".


Edgardo Angelini, Designer, Design Group Italia, mostra Tratto Clip

Poi matic

Anty Pansera: "Prima Tratto Clip, poi Tratto Matic. La famiglia Tratto si stava allargando. Perché questa necessità?".

Edgardo Angelini: "Tratto Pen diede vita a tutta una serie di penne, nate principalmente per ampliare la gamma del prodotto a seguito di modalità di scrittura e puntali diversi. Tratto Matic (1994), fu una sfida a quello che era il mondo della penna a sfera a basso prezzo. L'obiettivo era quello di riuscire a venderla a mille lire, obiettivo che è stato poi raggiunto. Con Tratto Matic nacque una forte identificazione della zona della clip, resa molto visibile e molto meccanica. Generalmente la molla, in tutte le penne a clip, viene posizionata in basso ma questo fa sì che non sia visibile quando la si mette nel taschino o la si tiene in mano. In Tratto Matic, invece, si posiziona nella parte alta e la rende molto visibile, molto meccanica, molto tecnica, con un suono del tutto particolare, un continuo tic tac che l'ha resa decisamente riconoscibile".

Anty Pansera: "Designer di Tratto Matic è Sigurdur Thorsteinsson. Quale fu il procedimento di ideazione e perché, ancora oggi, è ricordata, conosciuta, acquistata?".

Sigurdur Thorsteinsson: " Tratto Matic fu il primo prodotto che disegnai per Design Group Italia e che uscì sul mercato nel 1992 o nel 1993. Ci lavorai tanto, rifinii il prodotto tante volte prima di ottenere esattamente queste curve. L'ispirazione arrivò da un prodotto Tratto già esistente: era una tecnica che fece epoca negli anni '50, ripescare il vecchio e adattarlo al nuovo. Per renderlo unico, adottai un ottimo trucco per innervosire tutti, il tic tac della punta che esce e rientra con un solo gesto".