Fantasia di texture

In moltissimi contesti si parla di texture come sinonimo di ‘pattern’, ma cosa sono in realtà le texture e i pattern? Tutto ciò che usiamo, tessuti, quaderni, scatole, vestiti, auto, skateboard ogni cosa ha un disegno regolare o una trama di superficie che noi chiamiamo con il termine generale texture. In realtà dovremmo nominarli in […]

In moltissimi contesti si parla di texture come sinonimo di ‘pattern’, ma cosa sono in realtà le texture e i pattern?

Tutto ciò che usiamo, tessuti, quaderni, scatole, vestiti, auto, skateboard ogni cosa ha un disegno regolare o una trama di superficie che noi chiamiamo con il termine generale texture.

In realtà dovremmo nominarli in modo diverso perché esiste una leggera differenza tra loro: i pattern sono motivi ordinati e regolari, adatti ad ogni contesto. Il termine pattern significa letteralmente “esposizione” e si moltiplicano e si affiancano tra loro, in un insieme di moduli identici che si ripetono all’infinito.

La texture è letteralmente la trama di una superficie ed essa è presente praticamente in ogni cosa, anche in natura, come sulla buccia di un’arancia o sulla corteccia di un albero. Nella grafica la texture è un’immagine bidimensionale utilizzata per definire la superficie di un’immagine tridimensionale, o la qualità di una superficie dal punto di vista tattile e visivo.

In sintesi con il termine generico Texture si intende una trama di punti, linee o forme così omogenea e regolare da apparire unitaria. In natura, nella storia dell'uomo o dell'arte sono molti i modelli ai quali ispirarsi: pellicce di animali, graffiti, geroglifici, il decorativismo del novecento, i quadri di Klimt o Escher, fino a marchi commerciali come Naj Oleari o Swatch che ne hanno fatto un forte elemento di brand.

Un laboratorio per imparare a realizzare texture o pattern

1° ricercare: cercate insieme agli alunni, in internet oppure su riviste e libri, esempi interessanti ai quali si possano ispirare prima di passare alla pratica. Meglio ancora se la ricerca viene fatta raccogliendo carte, oggetti, tessuti che riportano la stampa di una o più texture.

2° osservare: per capire come le ripetizioni, soprattutto nella grafica vengono realizzate è un bell’esercizio per comprendere come ogni cosa che noi vediamo, abbia un progetto dietro, un’idea, un’invenzione pensata e ragionata.

Una texture si compone infatti di moduli che si ripetono all'infinito attraverso strutturazioni precise.

Imparare a realizzare tali moduli a mano, magari con l'aggiunta di fotocopie ritagliate e accostate, permetterà loro di scoprire le regole compositive in modo fattivo.

3° servono basi e schemi sui quali appoggiarsi: invitate gli alunni a usare maglie, quadretti o righe come basi o sfondi (insomma tracce leggere come nei quaderni) orizzontali o verticali o obliqui per avere una traccia precisa, una rete, che farà da trama alla texture, così da rendere ‘regolare’ la ripetizione. È importante per capire che il gioco compositivo segue rigore e precisione.

4° iniziamo a schizzare: potranno tracciare a matita, con segno sottile e leggero, su di un foglio da disegno il simbolo o immagine che vogliono utilizzare come elemento pregnante della texture. Come per la realizzazione di un simbolo, si parte dal contorno a matita, potranno usare uno o più simboli, prima da disegnare e poi da colorare, cercando di mantenere il tratto il più uniforme possibile nella ripetizione. La texture può essere più o meno fitta: può infatti avere simboli che si ripetono più volte senza toccarsi su un fondo uniforme, oppure avere uno o più simboli che si toccano gli uni con gli altri senza richiedere uno sfondo. In questo secondo caso il “movimento” della trama sarà dato dall'accostamento e dall'alternanza di più colori (sguinzagliateli alla ricerca di tutti gli esempi possibili per stimolare il gusto compositivo personale).

5° tecniche diverse: esistono anche altre tecniche per realizzare belle texture se non si è molto abbili nel disegno come:

- creare stampini con tappi di sughero sui quali abbiamo preventivamente intagliato il nostro simbolo scelto per la texture, da intingere in acquerelli, acrilici o tempere;

- ritagliare carte o cartoncini forandoli come se fossero ‘stencil’ così da realizzare riduzioni fedeli del simbolo, da replicare più e più volte colorando con spugnette intinte nel colore;

- scegliere carte diverse e particolari, dalle quali ritagliare la forma del simbolo e sovrapporle con fantasia nei modi più originali per creare belle decorazioni. In questo caso, possiamo avvalerci di fotocopie che permettano una riproduzione numerosa e fedele.

- una variante agli stampini realizzati con incisione su tappi di sughero potrebbe essere quella di usare pigne, bacche, o foglie usando la trama dei prodotti naturali.

Sempre il grande Munari con ‘Rose nell’insalata’ ci regala bellissime invenzioni di texture naturali, fatte con fiori, cavolini, cavolfiori e tante meravigliose verdure.

- possono anche essere texture 3d con l’uso di elementi realizzati con il Pongo;

- oppure possiamo liberare la fantasia e dare spazio a texture libere, magari realizzate con colori a dita usando le trame delle mani, o le punte dei pennelli.

Ora i ragazzi hanno tutti gli strumenti per produrre il materiale necessario.

Chiedete loro di raccogliere in un'unica tavola schizzi, appunti, studi
di colore, ed eventualmente una serie di simboli che li hanno portati alla scelta finale per la realizzazione della texture raccontando in modo chiaro e semplice le fasi di lavorazione!

Buon lavoro a tutti.

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