{"id":48408,"date":"2025-07-22T12:02:52","date_gmt":"2025-07-22T10:02:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fila.it\/it\/it\/diario-creativo\/\/"},"modified":"2025-07-29T17:41:19","modified_gmt":"2025-07-29T15:41:19","slug":"conosci-te-stesso-e-fanne-buon-uso-creativita-e-consapevolezza-nella-formazione-del-personale-sanitario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fila.it\/it\/it\/diario-creativo\/conosci-te-stesso-e-fanne-buon-uso-creativita-e-consapevolezza-nella-formazione-del-personale-sanitario\/","title":{"rendered":"\u201cConosci te stesso e fanne buon uso\u201d: creativit\u00e0 e consapevolezza nella formazione del personale sanitario"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-48408\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-48408-0\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"container panel-row-style panel-row-style-for-48408-0\" ><div id=\"pgc-48408-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-48408-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"0\" ><div class=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\">\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<h3 style=\"text-align: center\"><strong>Diario Creativo intervista il dott. Fabio Arletti, ideatore del progetto formativo che integra esperienze di modellaggio con DAS e disegno con GIOTTO, in un percorso ispirato ai principi della Gestalt<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo scorso marzo, all\u2019Hospice Madonna dell\u2019Uliveto di Albinea (RE), la formazione per le operatrici e gli operatori sanitari \u00e8 uscita dai consueti schemi: non frontale, non teorica, ma esperienziale. Il progetto, intitolato \u201c<strong>Conosci te stesso e fanne buon uso<\/strong>\u201d, \u00e8 stato <strong>ideato e condotto dal dott. Fabio Arletti<\/strong>, psicologo psicoterapeuta in formazione, con un approccio ispirato ai principi della <strong>terapia della Gestalt<\/strong>.<\/p>\n<p>Particolare spazio \u00e8 stato dedicato all\u2019utilizzo della <strong>pasta per modellare indurente all\u2019aria DAS<\/strong> e all\u2019<strong>attivit\u00e0 del disegno con i colori GIOTTO<\/strong>, proposti come<strong> strumenti espressivi per facilitare l\u2019ascolto e il contatto con s\u00e9 stessi<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-48408-1\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"container panel-row-style panel-row-style-for-48408-1\" ><div id=\"pgc-48408-1-0\"  class=\"panel-grid-cell panel-grid-cell-empty\" ><\/div><div id=\"pgc-48408-1-1\"  class=\"panel-grid-cell panel-grid-cell-mobile-last\" ><div id=\"panel-48408-1-1-0\" class=\"so-panel widget widget_media_image panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"1\" ><img width=\"600\" height=\"397\" src=\"https:\/\/www.fila.it\/it\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/intervista-arletti_700x463_IMG_02-600x397.jpg\" class=\"image wp-image-48411  attachment-list_image size-list_image\" alt=\"\" loading=\"lazy\" style=\"max-width: 100%; height: auto;\" srcset=\"https:\/\/www.fila.it\/it\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/intervista-arletti_700x463_IMG_02-600x397.jpg 600w, https:\/\/www.fila.it\/it\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/intervista-arletti_700x463_IMG_02-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.fila.it\/it\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/intervista-arletti_700x463_IMG_02.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/div><\/div><div id=\"pgc-48408-1-2\"  class=\"panel-grid-cell panel-grid-cell-empty\" ><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-48408-2\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"container panel-row-style panel-row-style-for-48408-2\" ><div id=\"pgc-48408-2-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-48408-2-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"2\" ><div class=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\">\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<p>Il contatto diretto con una materia plasmabile e morbida come DAS ha favorito un <strong>coinvolgimento profondo e diretto del corpo e delle mani<\/strong>, aiutando a portare alla luce emozioni e vissuti interiori tramite la costruzione di forme tridimensionali. Nel contesto gestaltico, modellare significa anche trasformare:<strong> dare forma a contenuti interiori<\/strong>, iniziare a <strong>modificarli <\/strong>e <strong>creare un cambiamento<\/strong>.<\/p>\n<p>In un secondo momento,<strong> il disegno \u00e8 stato utilizzato come strumento per esprimere pensieri, emozioni e vissuti interiori attraverso colori, forme e segni. <\/strong>Anche in questo caso, l\u2019intento non era estetico, ma esplorativo, con l\u2019obiettivo di realizzare sulla carta un\u2019immagine o una forma legata ai propri pensieri e alle emozioni trasformandole in una forma di esperienze.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9, abbiamo fatto qualche domanda al dott. Fabio Arletti, che ci ha raccontato da dove \u00e8 partita l\u2019idea del progetto e perch\u00e9, anche nel contesto sanitario, la creativit\u00e0 pu\u00f2 diventare uno strumento prezioso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1. Come \u00e8 nato il progetto formativo \u201cConosci te stesso e fanne buon uso\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto nasce da una mia esperienza con il residenziale della scuola di psicoterapia che sto frequentando. In diversi momenti abbiamo utilizzato DAS e creato una forma - sagoma del nostro corpo - dove l\u2019oggetto \u2018creato\u2018 andava ad inserirsi nella sagoma. Dopo di che \u00e8 stata colorata e descritta.<\/p>\n<p>Il fine era di dare un senso al dolore.<\/p>\n<p><strong>2. Cosa l\u2019ha portata a scegliere strumenti creativi come il modeling con DAS e il disegno?<\/strong><\/p>\n<p>Per la qualit\u00e0 e un ritorno ad una fase \u2018fanciullesca\u2019 dove tutti hanno utilizzato sia i colori che DAS. Prima di procedere con il lavoro si \u00e8 dedicato del tempo allo svolgimento di esercizi di respirazione e di ballo. In modo da prendere \u2018contatto\u2019 con le proprie emozioni e i propri vissuti. Da quel punto di partenza si \u00e8 iniziato. La mente era bandita e lasciata fuori, in modo tale che emozioni e corporeit\u00e0 potessero esprimersi.<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-48408-3\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"container panel-row-style panel-row-style-for-48408-3\" ><div id=\"pgc-48408-3-0\"  class=\"panel-grid-cell panel-grid-cell-empty\" ><\/div><div id=\"pgc-48408-3-1\"  class=\"panel-grid-cell panel-grid-cell-mobile-last\" ><div id=\"panel-48408-3-1-0\" class=\"so-panel widget widget_media_image panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"3\" ><img width=\"600\" height=\"397\" src=\"https:\/\/www.fila.it\/it\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/intervista-arletti_700x463_IMG_01-600x397.jpg\" class=\"image wp-image-48409  attachment-list_image size-list_image\" alt=\"\" loading=\"lazy\" style=\"max-width: 100%; height: auto;\" srcset=\"https:\/\/www.fila.it\/it\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/intervista-arletti_700x463_IMG_01-600x397.jpg 600w, https:\/\/www.fila.it\/it\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/intervista-arletti_700x463_IMG_01-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.fila.it\/it\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/intervista-arletti_700x463_IMG_01.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/div><\/div><div id=\"pgc-48408-3-2\"  class=\"panel-grid-cell panel-grid-cell-empty\" ><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-48408-4\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"container panel-row-style panel-row-style-for-48408-4\" ><div id=\"pgc-48408-4-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-48408-4-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"4\" ><div class=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\">\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<p><strong>3. Qual \u00e8, secondo lei, il valore di esperienze creative come questa nei contesti di cura e nella formazione degli operatori sanitari?<\/strong><\/p>\n<p>Ho scelto liberamente di dedicare tempo e dedizione nel dare una forma al dolore. Dentro di noi abitano degli opposti: ogni emozione esprime un desiderio. Possiamo comprenderlo meglio facendo riferimento a uno dei capisaldi della Gestalt: il tutto \u00e8 pi\u00f9 della somma delle sue parti. Ad esempio, la paura ha il desiderio della rassicurazione. Se abbiamo incontrato una parte, sicuramente abbiamo vissuto precedentemente il suo opposto. Quando due opposti si incontrano e si accolgono, nasce sempre una nuova consapevolezza. Ogni persona, accogliendosi e ascoltandosi, permette a qualcosa di nuovo di nascere.<\/p>\n<p>Gli operatori sanitari hanno a che fare con diverse dinamiche, la frustrazione di non essere valorizzati per il lavoro che svolgono, turni di lavoro massacranti, e vivono, soprattutto in oncologia e altri reparti fragili con la morte.<\/p>\n<p>Gli operatori sanitari hanno a che fare con diverse dinamiche: la frustrazione di non essere valorizzati per il lavoro che svolgono, turni di lavoro massacranti, e\u00a0soprattutto in oncologia e altri reparti fragili, vivono a contatto con la sofferenza.<\/p>\n<p>La forma creativa e creatrice permette a loro stessi di capirsi con uno sguardo diverso, pi\u00f9 attento e compassionevole. Solo quando si \u00e8 appreso e capito si pu\u00f2 arrivare a donare.<\/p>\n<p><strong>4. E a lei, cosa ha restituito questo percorso?<\/strong><\/p>\n<p>Lo riassumo con la conclusione di una poesia di Veronica Shoffstall dal titolo \u2018Imparerai\u2019:<\/p>\n<p>\u2018\u2019\u00c8 che la vita vale quando si hanno il valore e il coraggio di affrontarla\u2026\u201d<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-48408-5\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"container panel-row-style panel-row-style-for-48408-5\" ><div id=\"pgc-48408-5-0\"  class=\"panel-grid-cell panel-grid-cell-empty\" ><\/div><div id=\"pgc-48408-5-1\"  class=\"panel-grid-cell panel-grid-cell-mobile-last\" ><div id=\"panel-48408-5-1-0\" class=\"so-panel widget widget_media_image panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"5\" ><img width=\"600\" height=\"397\" src=\"https:\/\/www.fila.it\/it\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/intervista-arletti_700x463_IMG_03-600x397.jpg\" class=\"image wp-image-48413  attachment-list_image size-list_image\" alt=\"\" loading=\"lazy\" style=\"max-width: 100%; height: auto;\" srcset=\"https:\/\/www.fila.it\/it\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/intervista-arletti_700x463_IMG_03-600x397.jpg 600w, https:\/\/www.fila.it\/it\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/intervista-arletti_700x463_IMG_03-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.fila.it\/it\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/intervista-arletti_700x463_IMG_03.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/div><\/div><div id=\"pgc-48408-5-2\"  class=\"panel-grid-cell panel-grid-cell-empty\" ><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diario Creativo intervista il dott. 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