Dipingere a olio: i consigli per iniziare facilmente

Se la vostra nuova passione è imparare a dipingere a olio, ricordate che quando ci si approccia a questa celebre tecnica pittorica, oltre ad apprendere metodo, tecnica, oltre allo studio, bisogna tenere in considerazione altri aspetti. Soprattutto se si è principianti alle prime armi! In questo articolo di Diario Creativo scopriremo insieme tutti i segreti […]

Se la vostra nuova passione è imparare a dipingere a olio, ricordate che quando ci si approccia a questa celebre tecnica pittorica, oltre ad apprendere metodo, tecnica, oltre allo studio, bisogna tenere in considerazione altri aspetti. Soprattutto se si è principianti alle prime armi! In questo articolo di Diario Creativo scopriremo insieme tutti i segreti della pittura a olio e come sempre, non mancheranno spunti e consigli.

Prima di tutto è fondamentale scegliere colori ad olio di alta qualità e un pennello idoneo che riesca ad assorbire molto prodotto per poi rilasciarlo lentamente sulla superficie della tela.
La stesura del colore è importante tanto quanto imparare a diluire e mischiare i colori (in commercio esistono diluenti adatti a questo scopo, non usare l’acqua!). Presentano una vasta gamma di tinte, ma spesso sono sature, poco “naturali”, attenzione quindi a non creare mescolanze troppo ardite, è fondamentale saper dosare i colori nel modo corretto per renderli realistici!

Per cominciare si può frequentare un corso di pittura a olio, anzi, la suggeriamo a chiunque abbia voglia di interfacciarsi con dei veri professionisti.

Il consiglio finale dedicato a tutti gli autodidatti è quello di non avere fretta e, nel caso vi sentiste ancora troppo insicuri, vi ribadiamo che è molto utile trovare degli esperti che possano affiancarvi durante la prima esperienza e aiutarvi nella pratica di questa meravigliosa forma d’arte!

Cosa sono i colori ad olio

La storia dell’arte è ricca di movimenti artistici prestigiosi, ma la pittura a olio è senza dubbio la regina delle discipline artistiche. Non le si riesce ad attribuire un anno di nascita preciso, ma si può affermare che abbia visto la luce grazie all’opera dei pittori fiamminghi che, nel quindicesimo secolo, la resero famosa con dipinti dalle tinte molto vivaci e di grande impatto. In Italia si diffuse rapidamente, in particolare nei territori dove gli scambi commerciali e culturali avvenivano con più frequenza e intensità. Città come Napoli, Urbino, la Santa Sede e, successivamente, Venezia con la sua scuola divennero le capitali di questa nuova tecnica pittorica.

Nella formulazione dei colori a olio i pigmenti possiedono come legante un olio e hanno due note caratteristiche: la brillantezza e la luminosità con elevata stabilità nel tempo.
Dati i tempi di essiccazione lunghi, durante la fase di asciugatura si può lavorare con estrema tranquillità sul colore diluito, sulle sfumature, rifinire e correggere il quadro prima che il colore si secchi e sia completamente asciutto.

Esistono inoltre specifici additivi (medium) per ritardare o diminuire l’essicazione, modificare le caratteristiche della composizione o aumentare la brillantezza per ottenere un risultato ancor più spettacolare. Inizialmente gli artisti preparavano in bottega i propri colori con un sistema ormai desueto, macinando con appositi strumenti terra, pietre, estratti vegetali e animali miscelati con olio di lino o di noce. La tecnica si impone sulla tempera per la sua incredibile capacità di poter realizzare effetti e sfumature infinite, oltre alla possibilità, già citata in precedenza, di perfezionare continuamente l’opera fino alla completa essiccazione e il vantaggio di non alterarsi nel tempo.

Differenza tra colori a olio e colori acrilici

Se ci si concentra sulla tipologia di supporto, si può affermare con certezza che l’acrilico è la scelta migliore per chi vuole dipingere: tele, vetro, basi in legno, qualsiasi sia la struttura e qualunque sia la scelta dei materiali, i colori acrilici sono l’ideale per tutte le superfici.

Il problema sta però nell’esecuzione perché l’acrilico si asciuga con molta rapidità. Le pennellate devono essere precise, una volta che il colore cade sulla tela, infatti, non è più possibile andare a ridefinirne la forma o la tonalità. Con i colori ad olio assistiamo invece al processo inverso, il colore può essere lavorato più e più volte perché subisce un lungo periodo di essicazione, come spiegavamo anche nel paragrafo precedente. È possibile modificarne il tono, creare un chiaroscuro, un gioco di luci e ombre; insomma, si ha la possibilità di cambiare il progetto iniziale e trasformarlo in itinere.

Per quanto riguarda la scelta del soggetto, con gli acrilici si ottiene maggiore definizione nella composizione: una linea risulterà perfettamente dritta, i contorni di un’immagine appariranno ben delineati. Ideale per lavori minuziosi, non di grandi dimensioni, dove si va a lavorare sui dettagli e sui particolari come capita ad esempio quando si elabora un ritratto. Al contrario con i colori ad olio si può spaziare molto di più e permettersi di essere più lenti… e indecisi!

Lo spazio per lavorare con gli acrilici non è importante, non c’è bisogno di grande ventilazione perché i tempi di asciugatura delle vernici sono rapidi. La vernice acrilica è infatti inodore e per niente tossica.
La pittura ad olio, a causa dei diluenti, può creare dei disagi al pittore che, in un piccolo ambiente non areato, rischia di respirare solventi. C’è da sottolineare che, una volta asciugato, il quadro non esalerà più alcuna sostanza tossica.

La più grande differenza tra colori acrilici e colori ad olio sta nella resistenza nel tempo della scelta cromatica. Con l’acrilico si otterrà una tinta diversa rispetto a quella scelta inizialmente, nella fase di stesura, mentre il colore ad olio non andrà a modificarsi.

I colori con l’acrilico vengono lavorati con la spatola, sono più spessi, mentre la pittura a olio presenta sempre due strati: uno smalto sottile e una base pastosa.

Come dipingere con i colori a olio

Imparare a dipingere con i colori ad olio non è propriamente “un gioco da ragazzi”, ma nulla è impossibile quando c’è la voglia di imparare, la pazienza e dei colori di alta qualità a disposizione.

Per principianti e studenti consigliamo la nostra gamma di colori a olio Graduate che presentano una formulazione pastosa e sono molti semplici da usare. Sono facilmente miscelabili e caratterizzati da una buona concentrazione di pigmento. Si trovano disponibili in 42 colori pronti all’uso e in set assortiti, si applicano facilmente sia su carta sia su tela e riteniamo siano ottimi per un primo approccio a questa tecnica!

Tecniche e strumenti per dipingere con i colori a olio

Se si vuole dipingere con i colori a olio innanzitutto c’è da fare un elenco dettagliato dei vari strumenti necessari:

Tavolozza
permette all’artista di avere sempre sottomano i colori e poterli mescolare stando a poca distanza dalla tela. Si scelgono in legno perché riescono ad assorbire il colore rendendolo meno scivoloso, più facile da gestire e miscelare. Inoltre, sono resistenti ai diluenti (come la trementina) che andrebbero invece a corrodere una tavolozza in plastica.

Pennelli
le setole da preferire per i dettagli sono quelle di maiale o di martora perché, essendo più morbide, garantiscono un maggior controllo. La setola naturale è perfetta perché robusta e resistente, ottima con i colori a olio densi e strutturati. Quando invece si presentano più diluiti, meglio optare per i pennelli più morbidi.
L’occhio ha una visione diretta, come su una linea retta, della tela che, poggiando sul cavalletto, si trova in verticale, mentre il pennello è in posizione orizzontale.

A questo scopo viene quindi preferito il manico lungo per agevolare l’equilibrio e effettuare pennellate più sicure.
Esistono sul mercato diversi tipi di pennelli: piatti, rettangolari o arrotondati, bombati, a ventaglio. La loro funzione dipende dalla grandezza e dalla forma, più o meno spessa, delle setole di cui sono composti.
Particolarmente indicati per la pittura ad olio sono i pennelli Graduate di Daler-Rowney concepiti per essere performanti con tutte le tecniche pittoriche, con setole naturali, sintetiche e miste. Presentano inoltre ben 16 differenti punte e diverse misure disponibili per un totale di 54 varianti.

Spatole
La spatola è uno strumento molto importante perché serve per mescolare i colori sulla tavolozza e portarli poi direttamente sulla tela. Serve a dare maggiore tridimensionalità all’opera ed effettuare tagli netti. Ne esistono di svariate forme, le migliori presentano una lama in acciaio, resistente e flessibile. L’impugnatura in legno garantisce invece un maggiore controllo. Le spatole sono suddivise in due grandi categorie: a coltello (rettangolari o a losanga) utili a mescolare il colore e quelle a gomito con il manico inclinato per evitare che dita e tela entrino in contatto.

Tela
supporto classico per la pittura a olio, il più antico, in grado di accogliere anche pitture a spessore senza screpolarsi. Inizia a fare capolino verso il XIV – XV secolo quando i pittori ricevono commesse per gli affreschi non più solo dalla Chiesa, ma anche dai nobili che volevano investire in un supporto più piccolo e pratico. Oltre ad essere economica e resistente nel tempo, la tela viene ritenuta fin da subito il supporto migliore per i colori a olio. La migliore ha trama molto fitta e resistente, è in lino, ma le più gettonate sono quelle in cotone per 5 motivi: sono più economiche, disponibili anche già montate su telaio, prive di acidi, resistenti e già con imprimitura (agevola l’adesione dei colori ad olio alla tela). La grammatura della tela è fondamentale per la buona riuscita dell’opera, si parte dai 300 g/m2.

Sul mercato ci sono telai in legno con angoli a incastro, ideali per ottenere una tensione ottimale ed evitare affossamenti, mentre le versioni con alto spessore consentono di estendere la pittura sui bordi e possono essere appesi senza cornice.
Ne esistono molteplici formati: rettangolari e quadrati dalle dimensioni più ridotte fino a quelle enormi.
Noi come esempio vi proponiamo Daler-Rowey gamma Artist’s e Simply.

Cartoni telati
Costano meno rispetto alle tele, sono più pratici, hanno una struttura interna di cartone rivestita sul fronte da una tela in cotone già con imprimitura. Si possono trovare in commercio in versione rettangolare o quadrata e, come per le tele, esistono differenti formati disponibili. Non sono presenti quelli di elevate dimensioni visto che il cartone telato, non avendo un telaio di supporto, tenderebbe a curvarsi se troppo grande.

Cavalletti
Quelli di qualità sono realizzati in legno di faggio o di olmo: robusti, compatti e omogenei. Ne esistono di diversi tipi: a lira, da tavolo o a piani inclinati, ma il più richiesto per la pittura olio è il cavalletto da studio grazie all’ottima solidità e ai cassetti e mensole utili per appoggiare pennelli e colori. Inoltre, è quello più facilmente regolabile. Per il plein air si predilige invece il cavalletto da campagna, più leggero e maneggevole da spostare per seguire la luce.

Tra i migliori in commercio vi segnaliamo i cavalletti Daler-Rowey

Medi
additivi che servono a modificare o potenziare le caratteristiche dei colori, come essiccazione, brillantezza, opacità, fluidità, corposità. I medium si realizzano con gli stessi leganti usati nella macinazione del colore, formulati come semplici additivi per il colore. Ogni produttore ha una propria formulazione di colori e i medi vanno a intervenire su essa, modificarne il comportamento secondo le esigenze dell’artista.

Carta
Sono in commercio anche blocchi con un’alta grammatura e con una barriera interna performante in grado di assorbire in modo omogeneo i solventi, senza acidi e senza azzurranti ottici.

Noi vi suggeriamo la carta Graduate Canson per olio e acrilico creata a questo scopo, per garantire un’ottima resa dei colori.

Perché far usare i colori ad olio ai più piccoli

In apparenza i colori ad olio non sembrano particolarmente indicati per i bambini, ma se li pensiamo utilizzati con una tecnica stile acquerello possono funzionare come valida alternativa ai classici pennarelli o, appunto, agli acquerelli. Inoltre, i colori a olio possono offrire ai più piccoli un valido sviluppo della sensorialità poiché pastosi e morbidi al tatto. Anche la vista viene coinvolta, entrando in pieno contatto con il colore e tutte le possibili miscele e mix.

Per far vivere l’esperienza della pittura ad olio anche ai più piccoli, noi proponiamo i Pastelli ad olio Giotto che offrono, con la scelta di tanti colori, la garanzia di sperimentare questa tecnica pittorica in totale sicurezza!

Da dove iniziare e quali soggetti scegliere

Quando si inizia a dipingere a olio bisogna stare molto attenti ad alcuni errori molto comuni, come ad esempio quello di disegnare a matita per poi rendersi conto, purtroppo solo in un secondo momento con il colore già steso, che le tracce restano visibili sullo sfondo della tela.
Un’ottima alternativa è invece l’utilizzo di un carboncino oppure sempre una matita o dei pastelli, ma senza mai forzare troppo la mano!

Paesaggi e natura morta sono i soggetti che vanno per la maggiore, seguendo il proprio stile ci si può anche avventurare puntando su altro, ma sempre con attenzione e ricordandosi di non essere ancora degli esperti.

Certo è che gli studenti in una classe di belle arti possono rischiare un po’ di più nella scelta dei soggetti da rappresentare, puntare anche sul bianco e nero, realizzare delle velature.
Tutto ciò è ovviamente sconsigliato a chi è alle prime armi, ma se siete arrivati a leggere fino a qui avete imparato che la pittura ad olio ha come base la lentezza, quindi prendetevela comoda e affrontatela step by step!

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