Sabato 27 gennaio 2023 è la giornata della memoria, una giornata per comprendere e ricordare la tragedia della shoah. Una ricorrenza che serve a riflettere sullo sterminio del popolo degli ebrei nei campi di concentramento da parte dei nazisti, che si è consumato durante la Seconda guerra mondiale.
È giusto che i più piccoli affrontino la storia, avvicinandosi anche a questi eventi terribili e imparando a ricordare, per non ripetere gli errori del passato. Ma come farlo nel modo corretto? Scopriamolo insieme.
Giornata della memoria: di cosa si tratta e quando ricorre
Come dicevamo, la giornata della memoria è stata istituita per ricordare l’olocausto e viene celebrata in tutto il mondo. Il 27 gennaio 1945 i soldati sovietici liberarono il lager di Auschwitz e per la prima volta furono testimoni con i loro occhi dell’orrore che le leggi razziali e il progetto di sterminio della Germania avevano generato.
Tra la Germania e la Polonia, gli ebrei furono perseguitati, deportati e costretti alla prigionia nei campi di lavoro durante tutta la durata del conflitto, soprattutto negli anni finali. In questa vera e propria persecuzione, esauritasi solo con la fine della guerra, persero la vita circa sei milioni di esseri umani. È importante ricordare che furono vittime della discriminazione non solo gli ebrei, ma anche altre etnie e altre minoranze come prigionieri politici, omosessuali, persone con disabilità, malati mentali e chiunque non fosse allineato al regime.
Giornata della memoria: come spiegarla ai bambini e perché è importante farlo
È fondamentale che di generazione in generazione ogni bambino, con il supporto di un adulto, venga a conoscenza degli eventi del periodo, comprendendo l’importanza della memoria e il suo ruolo nello sviluppo di un’umanità che non ripeta mai più quelle crudeltà.
Fin dalla scuola primaria sono previsti approfondimenti e attività dedicate al tema, con lezioni specifiche, visione di film e lettura di libri: dai classici come “Se questo è un uomo” di Primo Levi o il “Diario” di Anna Frank, ad altri testi meno conosciuti ma che riportano in modo altrettanto efficace gli accadimenti dell’epoca.
Ma non sono solo gli insegnanti a dover sensibilizzare i bambini: anche i genitori tra le mura di casa possono fare tanto per formare persone e cittadini consapevoli e responsabili, che si rendano conto della disumanità che ha caratterizzato le azioni dei nazisti.
Ci sono diversi strumenti e attività per affrontare il tema anche in famiglia, in modo non traumatico e interessante anche per ragazzi d’età inferiore ai 12/13 anni.

Giornata della memoria spiegata ai bambini: attività creative per sensibilizzarli sul tema
La cosa più semplice è approfondire ulteriormente la conoscenza di testi e film che trattano l’argomento, andando oltre i contenuti che vengono analizzati a scuola.
Per i più piccoli, ad esempio, “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman è un libro perfetto per iniziare a conoscere il tema perché racconta la storia di due bambini legati a un campo di concentramento, e descrive gli eventi dal loro punto di vista, aiutando i più piccoli in un processo di immedesimazione, senza brutalità e informazioni traumatiche. Anche “La vita è bella” con Roberto Benigni, film vincitore di un Oscar, è un contenuto sicuramente adatto a un pubblico di tutte le età.
Se avete modo e tempo poi, è bello organizzare gite di gruppo nei luoghi significativi per la memoria dell’olocausto, unendo lo spirito divertente e avventuroso del viaggio alla serietà e all’importanza di una riflessione più intima e profonda. In tutta Europa e in Italia, soprattutto tra Milano e Roma, ci sono siti e musei dedicati al ricordo delle vittime e di ciò che è stato. In più, nel nostro paese ci sono posti che purtroppo furono protagonisti attivi di quel genocidio, da mostrare ai ragazzi magari in età più avanzata, per evitare un effetto terrorizzante e traumatico. Il campo di Fossoli in provincia di Modena, ad esempio, è un luogo suggestivo e a suo modo tetro, capace di avvicinare i visitatori a quella che era la reale situazione degli internati, spingendo a compiere un intenso viaggio interiore. A Milano, le scuole elementari possono visitare il Memoriale della Shoah, detto “Binario 21”, nella zona sottostante il piano dei binari della Stazione Centrale di Milano, dove furono caricati su carri bestiame i prigionieri in partenza dalle carceri di San Vittore.
Un’attività più leggera e “visiva” che aiuta a parlare del tema passa attraverso la spiegazione dei simboli chiave di quel periodo, come la stella di David, la svastica, lo stemma delle SS o il papavero rosso dei partigiani. In questo modo si riescono a veicolare informazioni importanti attraverso il disegno e la scoperta dei simboli, così che i bambini possano interiorizzare in modo naturale ciò di cui si sta parlando e avere contatto diretto con le icone storiche più rappresentative, anche quelle negative.
È necessario, insomma, informare le nuove generazioni con tutti i metodi disponibili, dalle parole, alle immagini, ai viaggi, con l’obiettivo di parlare non solo alla loro testa, ma anche al loro cuore, sensibilizzando sia la parte razionale che quella emotiva della loro anima.
