Tecnica delle Velature: cos’è e come insegnarla ai bambini | FILA

Quante volte vi è capitato, passeggiando tra le opere esposte in una mostra, di fermarvi a osservare un dipinto, anche solo per qualche secondo, e pensare: “Come avrà fatto questo pittore a diventare così bravo? Puro talento?”.

Sì, un talento naturale, già presente dalla nascita, ci può essere stato, ma per raggiungere certi livelli ci vogliono - senza dubbio - anche tante altre cose. Impegno, forza di volontà, moltissima passione, ore impiegate a sviluppare le capacità artistiche e la manualità. Per diventare dei veri artisti è necessario esercitarsi nell’osservazione, nella sperimentazione e, nella maggior parte dei casi, anche apprendere tanta tantissima tecnica!

È noto che, per ottenere risultati soddisfacenti e realizzare veri e propri capolavori, sia essenziale conoscere alcune particolari tecniche pittoriche. Tra le più conosciute ed efficaci c’è quella delle velature… ne avete mai sentito parlare? Forse vi è capitato di sentirla nominare ai tempi della scuola, durante le ore di educazione artistica. Quella delle velature è, infatti, una delle tecniche più antiche e più usate dai grandi maestri dell’arte in Italia e nel mondo.

Oggi in questo articolo di Diario Creativo vi porteremo con noi nel mondo delle velature per scoprire tutti i segreti che si celano dietro a questa celebre e sofisticata tecnica pittorica. In cosa consiste? Qual è stato il suo ruolo nella storia? Come insegnarla ai bambini? Vi mostreremo, inoltre, quali sono gli strumenti necessari per iniziare e vi forniremo, come sempre, dei consigli creativi e tantissimi esempi.

Pronti a iniziare questo viaggio? Allora si parte!

In cosa consiste la tecnica delle velature?

La velatura è una tecnica pittorica che consiste nella stesura di uno strato di colore fresco (o bagnato) trasparente o semi-trasparente sopra uno strato asciutto applicato precedentemente.

Serve a rendere più brillanti e più trasparenti le tonalità di un dipinto.

Stendere il colore in maniera uniforme e precisa è un’operazione da eseguire con cura. Innanzitutto bisogna preoccuparsi che lo strato sia sufficientemente sottile e valutarne le qualità coprenti e la trasparenza: l’effetto deve essere infatti come quello di un velo leggerissimo, per fare in modo che si possa intravedere il tono sottostante di colore. Il primo strato di colore precedentemente applicato non deve scomparire, non è una base, bensì è utile per creare l’effetto cromatico finale desiderato.

Una caratteristica importante della velatura consiste nel fatto che è strettamente legata alla tecnica del grasso su magro per cui, per essere ben eseguita, la consistenza dei colori deve essere più grassa rispetto allo strato sottostante, per evitare, ad esempio, l’insorgere di eventuali crepe. Questo significa che, se stiamo usando come diluente l’olio di lino e trementina, ogni strato che si andrà ad aggiungere conterrà una dose maggiore di olio di lino e minore di trementina. Questo accade perché l’olio di lino è più grasso rispetto alla trementina che, di conseguenza, sarà più magra.

Se un dipinto viene eseguito in diverse sessioni, in ciascuna di essa può essere usata una miscela di olio di lino e trementina. Nelle prime sessioni la quantità di trementina sarà maggiore rispetto a quella dell’olio, successivamente man mano che si avanzerà nelle sessioni si aumenterà la quantità d’olio e si diminuirà quella di trementina. Inoltre, bisogna considerare che la trementina asciuga prima dell’olio quindi utilizzarla in maggiore quantità nelle prime sessioni consentirà di velocizzare l’asciugatura dei primi strati e di arrivare prima alla fase finale.

Con la tecnica delle velature si può decidere anche di abbassare il tono di una parte di dipinto senza perdere la tonalità del resto, apportare modifiche al disegno o ai colori sottostanti. Un vantaggio molto importante che deriva dall’uso di questa tecnica è la brillantezza e la profondità dei colori: gli strati applicati creano un punto luce che viene riflesso solo dallo strato più opaco. Per esempio, se vogliamo ottenere una tonalità di rosa molto luminosa, è preferibile utilizzare un rosso sottoposto a velatura rispetto a un impasto dato dalla miscela di rosso e bianco sulla tavolozza. Sempre per lo stesso principio, un viola ricco e luminoso sarà il risultato di una velatura di blu sopra un rosso opaco.

Con la velatura si possono ottenere effetti di questo tipo proprio perché composta da una grande quantità di legante e da una ridottissima di pigmento.

Le velature: ruolo nella storia della pittura

Come già scrivevamo nella nostra introduzione, la tecnica delle velature affonda le sue radici in tempi remotissimi. Sappiamo che l’uso della velatura era già conosciuto fin dall’antichità, ai tempi degli antichi Egizi, e che ciò si può verificare se si fa un’analisi della tomba di Aichesi.

Per alcune decorazioni di questo monumento funebre si nota la scelta di una tinta verde super brillante ottenuta stendendo un velo molto sottile di azzurro sopra un fondo giallo. Sempre facendo un viaggio indietro nel tempo, ci accorgiamo che le velature non avevano conquistato solo i cuori degli abitanti dell’antico Egitto, ma avevano riscosso molti consensi - ed erano state utilizzate - anche dai Romani nella loro arte.

Vediamo, poi, come questa tecnica sia stata in grado di catturare completamente l’attenzione dei pittori fiamminghi per poi esplodere letteralmente durante il Rinascimento raggiungendo elevatissimi standard di sofisticatezza con artisti come Tiziano, Raffaello, Michelangelo e Leonardo Da Vinci. Quest’ultimo, in particolare, nutriva una passione talmente viscerale per questa tecnica che aveva perfino scelto di elencare tutte le caratteristiche, i pregi e i vantaggi derivanti dai colori stesi in velatura in uno dei suoi manuali.

Nonostante il grande fascino esercitato nei secoli precedenti, nel Seicento la tecnica della velatura subisce però una battuta d’arresto venendo lentamente e gradualmente abbandonata. In questa nuova era l’espressione pittorica basata sulla luce e un tono chiaro non trova più spazio tra gli artisti dell’epoca, ma viene sostituita da una tecnica che predilige toni più scuri, decisi e pesanti e un maggior contrasto tra luce e ombre.

Tecnica delle velature: come insegnarla ai bambini

Avrete ormai capito che, quando ci si approccia a questa tecnica, è fondamentale possedere come minimo delle basi di teoria, conoscere i tempi di asciugatura previsti per vernice, colori acrilici, colori a olio per pittura a olio o tempera. Ciò non significa che sia un’impresa impossibile, anzi, vi rassicuriamo sottolineando che può essere una tecnica anche a “misura di bambino”!

Con i più piccoli è sempre meglio partire con un approccio “soft” e, in questo caso specifico, tramite l’utilizzo di acquerelli, come ad esempio Giotto Acquerelli, in comode pastiglie a base di tempera dai colori luminosissimi, perfetti per effetti di sovrapposizione di tinte diverse.
Avendo colori tenui e molto chiari permettono di lavorare in maniera più semplice con le velature, in quanto non sono particolarmente coprenti e quindi non bisogna faticare troppo. Consigliamo di dipingere con un pennello morbido e di dosare l’acqua, e non dimenticate mai uno straccio da avere sottomano in caso di bisogno!

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Con i più grandicelli e con i ragazzi che hanno una maggior manualità e sono in grado di padroneggiare anche un po’ di tecnica, si può osare di più e optare per colori più pigmentati, come ad esempio gli acrilici.
Noi vi suggeriamo Giotto Acrylic Paint, sicure e perfette per ogni tipo di supporto e con una confezione eco-friendly, grazie al tappo dosatore per evitare sprechi. Per le attività scolastiche vi consigliamo invece i flaconi nel formato da 500ml Giotto Acrylic Paint – Per la classe.

L’idea in più: prima di far avvicinare i più piccoli a una tecnica così specifica come quella della velatura, provate a introdurli nel mondo della pittura in modo divertente e creativo con il nostro set Giotto ART LAB Easy Painting perfetto perché composto da pennarelli, carta e acquerelli per colorare e dipingere farfalle, rane e paesaggi, ideali per approcciare la tecnica delle velature. Inoltre, nella confezione è inclusa una guida con suggerimenti creativi step by step. Se volete conoscerla meglio guardate qui.

Tecnica delle velature: strumenti necessari

L’arte delle velature nasconde parecchie insidie, non è certamente tra le più semplici da imparare, ma, come abbiamo già scritto qui sopra, non è impossibile da apprendere!

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Oltre alla tecnica è fondamentale procurarsi il materiale necessario per lavorare con il miglior agio possibile e ottenere i risultati sperati. Prima di tutto è importante scegliere i pennelli più adatti, noi vi consigliamo i Giotto Pennelli Serie 600 Taklon a punta piatta e dalle setole morbide che permetteranno di stendere - senza faticare troppo - il colore della velatura, evitando anche di lasciare fastidiose tracce della pennellata.

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Per quanto riguarda i colori da utilizzare, oltre ai colori acrilici già citati e agli acquerelli, vi suggeriamo Giotto Tempera extra fine confezionata in pratici tubetti, dai colori luminosi e densi, perfetti per menti super “brillanti”!

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Qualunque sia la vostra situazione, sia che siate artisti alle prime armi o a un livello più alto di preparazione, siamo certi che con impegno, volontà e tanta sperimentazione, riuscirete a raggiungere presto risultati più che soddisfacenti!

Tecnica delle velature: come mischiare i colori

Quando si parla di velature, la cosa più complicata da fare è certamente mischiare i colori. Innanzitutto bisogna sapere riconoscere il livello di coprenza di un colore, essere in grado di distinguere i colori trasparenti da quelli opachi. Esistono ben tre livelli di coprenza:

  • coprente
  • semi-coprente
  • trasparente

Alla fine del paragrafo troverete un semplice schema che vi sarà molto utile per comprendere meglio questo concetto.

Se vogliamo realizzare più strati di velature, non possiamo non conoscere questa distinzione, è essenziale! Il livello di coprenza, infatti, andrà a determinare l’effetto che si creerà sul vostro dipinto, quanto risulterà naturale e iperrealista. Ciò, di conseguenza, inciderà sul risultato finale della vostra opera. Sapevate che per rendere trasparente una tinta non basta diluirla? Mixando trementina e olio di lino in una miscela con tinte di diversa coprenza si ottengono velature completamente diverse una dall’altra.

Abitualmente per le velature si tende a rispettare una regola non scritta ovvero che per realizzarle si debbano necessariamente usare solo colori semi-coprenti o trasparenti. Non è un dogma, siete sempre comunque liberi di scegliere anche colori coprenti, dipende sempre anche dall’obiettivo finale e dal progetto che avete in testa. Per riconoscere i colori trasparenti, basta osservare i tubetti di colore, il grado di trasparenza è segnalato da un rettangolo presente su ciascun tubetto: se è bianco significa che la tinta contenuta è trasparente, se è nero vuol dire che il colore è coprente, se è metà bianco e metà nero il colore sarà, invece, semitrasparente. Tra i semitrasparenti trovate il giallo, il rosso, il verde, il blu e alcuni colori di terra.

Inizialmente le velature si devono stendere sulla superficie prescelta come tinta uniforme. Questo è un lavoro manuale, i colori sono infatti da applicare a mano e non bisogna aver paura di sovrapporre più strati. Se ci si ferma dopo le prime velature uniformi si ottiene un effetto monocromatico.

PROMEMORIA IMPORTANTE

  • 2 colori trasparenti sommati = trasparente
  • 1 semitrasparente + 1 trasparente = semitrasparente
  • 1 coprente + 1 trasparente = coprente
  • 1 coprente + 1 semitrasparente = coprente
  • 1 coprente + 1 coprente = coprente

Tecnica delle velature: esempi creativi

La cosa più intrigante e interessante di questa tecnica è che non si limita a essere perfetta per dipingere quadri e grandi opere, ma si presta anche a tanto altro. Le velature, per esempio, sono perfette per abbellire le pagine di un diario o di un quaderno, lavorando così su carta.

Tramite velature realizzate con tempere, acrilici o vernici si può donare un tocco personalizzato e coloratissimo anche agli oggetti di design presenti nella vostra abitazione! Non è importante che siano in marmo, in gesso, in legno o in qualsiasi altro materiale, non ci sono confini alla fantasia e alla sperimentazione!

Insomma, sapete ormai tutti che quando si parla di arte non c’è limite alla creatività… quindi cosa state aspettando? Pronti a mettervi all’opera? Si parte con gli strati di colore!

Questo articolo quanto ha acceso la tua creatività?
Grazie
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