Intervista a Silvia Andreoli

Silvia Andreoli, ideatrice delle Fiabe a Colori, ci racconta il suo progetto in un’intervista tutta da scoprire

Silvia Andreoli, ideatrice delle Fiabe a Colori, ci racconta il suo progetto in un’intervista tutta da scoprire

“Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi.” Gianni Rodari

Le fiabe sono un elemento iconico nella nostra infanzia, senza distinzione di generazione, sin dall’origine dei tempi. Non c’è persona al mondo che non abbia mai letto una fiaba o che non ne abbia mai ascoltata una, lasciandosi trasportare dalla narrazione in mondo incantato. Negli anni, le fiabe sono cresciute con noi, si sono evolute e soprattutto sono diventate parte integrante del percorso educativo dei più piccoli sia in ambito scolastico che familiare. Ci avvaliamo delle fiabe per spiegare molti aspetti della vita ai più piccoli, integrandoli con la realtà che li circonda. Le fiabe rendono tutto più magico!

Proprio le fiabe sono le protagoniste del progetto che sta per avere il via proprio qui, su Diario Creativo, e che oggi vogliamo approfondire insieme a voi: parliamo delle FIABE A COLORI. Le fiabe a colori sono una serie di racconti, scritti e ideati dalla magnifica Silvia Andreoli in esclusiva per Diario Creativo. Ogni fiaba ha come protagonista un colore che ci trasporterà in un mondo di avventure dove niente è come sembra. Pronti a partire in questo viaggio insieme a noi?

Prima di entrare nel vivo del racconto, però, abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Silvia Andreoli che, attraverso una breve intervista, ci ha raccontato meglio il progetto. Continuate a leggere per saperne di più!

 Come è nata l’idea delle Fiabe a Colori?

Il linguaggio delle fiabe è pieno di immagini e sensazioni. Di buio e ombre. Così è stato davvero seducente per me, che lavoro con le parole, e le fiabe, tutte le fiabe, immaginare di trasportare quest’universo in una tavolozza di colori, ricca di incanto e sfumature. Appena condivisa l’idea del progetto con FILA, d’un tratto ogni racconto è arrivato. Proprio come fanno le stelle la sera nel cielo, o i sogni la notte. Il bello delle fiabe è che sono inattese. Somigliano agli amici, quelli veri. Ti suonano alla porta di casa e senti le loro voci allegre. E in quel momento capisci che era esattamente loro che stavi aspettando. Loro con le storie, la voglia di raccontare.

Cosa rappresentano per te i colori e perché hai deciso di sceglierli come protagonisti di questa serie di fiabe?

Ho letto molto sulla storia dei colori. Ci sono libri straordinari, specifici e approfonditi, altri più visionari. Quello che si impara è che esiste come una "doppia vita” per ciascuno dei toni, delle sfumature. I colori, spesso, esibiscono una “faccia” con cui appaiono, ma ne hanno un’altra che rivela chi “sono”. E le due parti non sempre vanno d’accordo tra loro. Insomma anche i colori attraversano conflitti, sconfitte, ambivalenze. Così mi è piaciuto immaginarli come appartenenti a una grande famiglia, con un albero genealogico immenso, che si può divertirsi a tracciare. E quando li si pensa in relazione tra loro, in lotta o competizione a volte, come è accaduto anche in passato, d’un tratto si mostrano dotati di un carattere, e quindi diventano vividi. Assumono una dimensione profonda, più simile a quella umana, una dimensione che è quella dell’anima. 

A ogni colore hai assegnato una personalità ben precisa. A cosa ti sei ispirata per rendere i tuoi colori “umani”?

I colori, i pittori lo sanno bene, hanno una personalità. Non è affatto vero che siano “astratti”. Allora l’idea è stata quella di dare “voce” al loro carattere. E mentre le fiabe si andavano formando, ecco che subito sono emerse anche le somiglianze e le differenze. A un certo punto è diventato quasi un gioco cercare di capire a quale dei vari colori mi sentissi più simile, con quale sarei andata più d’accordo, se mai mi sarei messa a litigare con qualcuno, e chi mi avrebbe divertita, chi mi avrebbe fatto riflettere, o commuovere.

Quanto è importante raccontare le fiabe a scuola?

Credo che sia impossibile crescere senza. Non vanno mai sottovalutate. Come ha scritto Italo Calvino, “le fiabe sono vere”: descrivono i meccanismi e le relazioni che intercorrono tra gli esseri umani, le loro sfide, le lotte. Le fiabe ci servono per crescere, perché ci spingono, con leggerezza e curiosità, a guardare dentro le pieghe delle cose quotidiane, e ce lo fanno fare con un microscopio che non è quello degli scienziati, non rivela le cellule, o i filamenti. La lente d’ingrandimento delle fiabe si sofferma sulle emozioni, che sono la cosa più umana, le proviamo tutti, eppure è anche la dimensione più difficile da affrontare con sincerità, a voce alta. Qui arrivano le fiabe. Ci prendono per mano, ci chiedono: ascoltami, e già ascoltare è un gesto creativo, perché ogni fiaba apre dentro di noi un universo di immagini unico. Mi piace tantissimo se, dopo avere letto una fiaba, gli ascoltatori chiedono di poterla disegnare. È un modo di renderla ancora più ricca. Abbiamo moltissimo da imparare gli uni dalla fantasia degli altri.

Vi abbiamo incuriosito abbastanza? Continuate a seguirci per scoprire la prima imperdibile avventura nel mondo delle Fiabe a Colori in compagnia di Diario Creativo!

Silvia Andreoli vive a Verona, dove è nata nel 1970.

Ha esordito nel 2004 con Malvina La TartarugaBaldini Castoldi Dalai e nel 2005 è uscito, con lo stesso editore, Busserò per prendere la notte.

Nel 2018 ha pubblicato con Morellini editore Nera come una fiaba. Ha partecipato all’antologia Lettere alla madre, 2018, sempre per Morellini editore, Lettere al padre, 2019, Morellini editore, Tra uomini e dei. Storie di rinascita e riscatto attraverso lo sport, 2019, Morellini editore.

Per onboox radio, radio libera sul web ha ideato, curato e condotto Fabula rasa, tutto quello che credevate di sapere sulle fiabe e invece. Per l’associazione culturale milanese Labò ha organizzato nel 2019 e nel 2020 laboratori sul tema della fiaba. Un laboratorio di dieci incontri sul tema Fiaba&immagine è stato tenuto anche all’interno della comunità di recupero La Genovesa, Verona, nell’autunno 2019.  Si è occupata di fiaba e adolescenza, intervenendo ad un convegno sul tema a Parigi nel febbraio del 2020, organizzato dall’associazione culturale Kore.

Ha partecipato come ospite a programmi di RaiCultura e RadioGiano Public History, con interventi sul tema della fiaba.

Dal 2019 è lettrice volontaria per “Nati per leggere”, che organizza letture a voce alta in biblioteca, con cadenza settimanale.

Di prossima uscita, per l’editore Robin, il romanzo Raccontami il mondo che vuoi.

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