Plastilina un meraviglioso materiale per attivare processi creativi e inclusivi

Nell’era dei device, strumenti sempre più vicini alle nuove generazioni, diventa urgente porre una base solida per uno sviluppo cognitivo ‘3D’ nei nostri bambini, al fine di una crescita armoniosa e non sbilanciata su competenze specifiche. L’individuo infatti sviluppa la propria intelligenza attraverso la conoscenza esperienziale. Smontare, impastare, modellare, costruire, sono gesti fondamentali per ‘esplorare’ […]

Nell’era dei device, strumenti sempre più vicini alle nuove generazioni, diventa urgente porre una base solida per uno sviluppo cognitivo ‘3D’ nei nostri bambini, al fine di una crescita armoniosa e non sbilanciata su competenze specifiche.

L’individuo infatti sviluppa la propria intelligenza attraverso la conoscenza esperienziale. Smontare, impastare, modellare, costruire, sono gesti fondamentali per ‘esplorare’ le proprie capacità; e il punto di osservazione esterno a queste attività fatte in classe, permette inoltre di verificare le singolarità di ogni bambino così da attivare successivamente processi cognitivi adeguati, tenendo conto delle diversità registrate, affinché l’intera classe possa procedere unitamente e speditamente nel percorso didattico definito.

La ricerca di metodologie pedagogiche-cognitivo-motorie serve proprio a verificare i prerequisiti individuali all’acquisizione di strumentalità di base.
Inoltre, una metodologia integrata fatta di laboratori creativi, magari condivisi e in gruppo, e solo apparentemente lontani da quello didattico principale, permette per esempio di creare una delle condizioni essenziali, all’interno del gruppo classe, a totale supporto dell’apprendimento: il clima sociale positivo che garantisce l’accettazione delle diversità.

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Quindi, aggiungere percorsi didattico-creativi di manipolazione con materiali semplici quali la plastilina o il Pongo permette di affrontare anche in gruppo processi di condivisione e di creatività collettivi funzionali alla coesione del gruppo classe.

Paure infantili, differenze, e diversità a volte interrompono quel clima di partecipazione che dovrebbe sussistere perennemente in un gruppo classe, che è concentrato su obiettivi molto precisi e ben delineati come la crescita esperienziale e cognitiva ai fini della formazione del singolo individuo, chiunque esso sia, dentro la complessità della polis.

Pongo, manipolazione e preziosi microlab
Ma per tornare al mondo della manipolazione, così ricca di spunti e di opportunità, vorremmo darvi qui piccoli esempi per affrontare alcuni grandi temi quali la diversità, l’inclusione e la coesione. E uno dei temi più importanti oggi in un mondo scolastico fatto da mille volti e mille etnie è proprio il colore della pelle.

Facce di tutti i colori
Nell’offerta delle plastiline, il conosciutissimo Pongo a distanza di 70anni rilancia nel 2022 una formula non solo totalmente a base vegetale e da fonti rinnovabili ma anche lavabile, morbida e facile da modellare, inoltre, all’interno della nuova gamma cromatica ci offre una selezione di colori skin tones per realizzare ritratti 3d rappresentando tutte le diverse etnie. Questa novità è lo strumento in più che abbiamo a disposizione per realizzare nuovi percorsi didattici.
Proviamo a lavorare con i bambini al ritratto di un personaggio inventato e dividiamo i compiti: alcuni faranno le basi delle facce di colori diversi (osate anche il bicolore che ricorda i bambini che soffrono di vitiligine), altri saranno addetti ai nasi, altri alle orecchie, alcuni alle bocche, usando tutti gli skin tones e se possibile aggiungendo anche delle mescole di due o più tonalità, e fateli sbizzarrire nelle varie forme. Un altro gruppo sarà addetto agli occhi, e altri ancora ai capelli dove i colori potranno spaziare in modo infinito.

A questo punto proviamo a costruire personaggi multicolori mescolando i gruppi in odine sparso: nasi neri su facce gialle o bianche, orecchie color mattone e occhi azzurri, o verdi o rossi o blu, su pelli mescolate superando ogni confine di colore… vince il manufatto più ‘colorato’ che c’è! È un bell’esercizio per imparare a vedere oltre i confini della propria singolarità.

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E per i più capaci, proviamo a chiedere loro di inventare un ‘character’: cioè un personaggio che ha un suo carattere, che si muove e si veste con un ‘outfit’ molto personale.
Prima di partire con la costruzione 3D effettiva, che è la cosa più complessa, chiediamo ai bambini di fare una sorta di Identikit del personaggio che vorrebbero realizzare: età, provenienza, se è già conosciuto o famoso, quale oggetto potrebbe caratterizzarlo, che sport preferisce, cosa ama fare.
Per poi passare all’elenco delle caratteristiche fisiche: capelli, occhi, abbigliamento, colore della pelle, ecc…, e alla fine la posizione, seduto, in piedi, in bici…. Fate fare loro degli schizzi per immedesimarsi nel personaggio che vorrebbero realizzare 3D, gli permetterà di avere idee più chiare durante la realizzazione!

Animali cromatici
Un altro laboratorio semplice ed efficace e forse più facile da affrontare può essere fatto per esempio sui colori degli animali, o sull’animale che più rappresenta ogni singolo bambino. Imparare a uscire dall’oggettivizzazione serve a comprendere quanto le differenze possono essere fonte di dubbi e di infinite domande, e quindi di curiosità. E la curiosità è motore di approfondimento e la conoscenza ci porta verso percorsi di accettazione. Il bambino deve apprendere per esempio che spesso nell’iconografia tradizionale l’elefante è grigio, ma esistono anche elefanti albini, quindi bianchi, oppure marroni, o a macchie, e nessuno di loro è meno ‘elefante’ di tutti gli altri!

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Proviamo a questo punto ad aggiungere la fantasia e iniziamo a costruirli, usando i colori più accesi, oppure mescolando i colori per dare sfumature e tonalità improbabili: ecco che gli elefanti diventano azzurri, o rosa, o verdi, o rosaverdiblu! Oppure a quadretti coloratissimi, come Elmer l’elefante variopinto, protagonista di una bellissima fiaba sulla diversità di David McKee!
È un bell’esercizio di creatività che attraverso un gioco costruttivo e di manipolazione permette di affrontare capacità manuali, intellettive e di significato della diversità, perché comprendere che un elefante è bello per quello che è: per il percorso fatto, per l’apprendimento alla realizzazione, per il colore insolito, come azzurro, rosa, grigio, verde o blu è una ricchezza immensa.
Provate con tutti gli animali, pesci rossi e verdi a pois, farfalle arancioni e viola, scatenate la fantasia dei bambini scegliendo animali strani, oppure animali in cui si identificano, oppure mescolando teste, corpi e code… per passare ad altri mondi fantastici e pieni di diversità.

E per altre idee da realizzare con la classe continuate a seguirci su Diario Creativo, perché il prossimo appuntamento sul Pongo sarà un laboratorio che Benedetta Frezzotti, illustratrice e cantastorie di animazioni di Pongo e di carta, ci proporrà!

*(I personaggi del banner fanno parte di un libro e un App ‘Indovina cos’è’ pubblicati da Edizioni Piuma).

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