Up-cycling e diversità in un solo gesto artistico!

Upcycling: l’arte del riuso di ogni cosa / Facce Diverse / Facce Espressive

Un Laboratorio tutto da sperimentare, con una finalità educativa: giochiamo con le espressioni del viso per conoscerci meglio.

Facce diverse. È il primo Tema che vorremmo proporre e che parla di diversità. Una diversità attraverso un gesto artistico e creativo fatto di semplicità e leggerezza che aiuta a catturare le espressioni del viso che sono il volto delle nostre emozioni. Da qui Facce diverse, Facce espressive.

L’arte antica non ha mai focalizzato l’attenzione sulle emozioni del viso, perché re, regine e dei, dovevano avere espressioni decise o algide per guidare il popolo, o per essere adorate.

Sia nella pittura che nella scultura, a parte sporadiche eccezioni fatte, si deve arrivare fino al pittore Giotto per poter iniziare a vedere come i visi prendono espressione e forma per restituire emozioni.

Da qui in poi saranno alcuni dei grandi artisti di tutti i tempi come Antonello da Messina, Michelangelo, Caravaggio, Bernini, ad usare in modo sempre più sistematico l’espressività facciale e la mimica per rendere forti le emozioni dei personaggi e coinvolgere lo spettatore con tutti i sensi.

Oggi l’arte, che esplora ogni gesto, non può fare a meno di considerare le espressioni dei visi come qualcosa che meriti un’attenzione in più. E tra gesto educativo e gesto artistico, proviamo a partire da questa sfida ‘sostenibile’ all’insegna dell’up-cycling per esplorare il mondo delle espressioni, in modo creativo, ironico, divertente, guidati dalle mani esperte di Vittoria Facchini che ci aiuterà a scoprire come i meccanismi di osservazione portano al gesto artistico.

Fate fare agli alunni una ricerca sulle espressioni facciali, sia nell’arte che tra di loro, la cosa più semplice infatti sarà quella di prendere uno specchio, a ognuno il suo, o meglio ancora metterli uno di fronte all’altro affinché si calino nelle proprie espressioni, facendo un lavoro reciproco sull’osservazione.

Create a parte un elenco di emozioni affinché possano essere da loro riprodotte e fotografate (uno di fronte all’altro). Un gioco, forse anche molto serio, per riconoscere le diverse espressioni e gli stati d’animo di chi abbiamo di fronte.

Stampiamo le foto. Avviciniamole e iniziamo a guardare insieme a loro e a commentare le differenze: la bocca e i suoi angoli, il sopracciglio, l’occhio chiuso o aperto, semiaperto, le pupille, la forma del naso e così via..

Creare un clima di serenità e di gioco, per confrontarsi insieme, permette di scoprire lati nascosti della personalità che esce poi in forma espressiva nei volti dei compagni di scuola.

A questo punto lasciate che ogni alunno scelga un oggetto tra quelli conservati e non gettati, e iniziate a ragionare con loro su come potrebbero usare questi oggetti ai fini della costruzione dell’espressione scelta. O viceversa lasciate che gli oggetti stessi li ispirino: Cosa potrà essere quell’oggetto, dentro un viso: sarà un naso? O un occhio? O due occhi, o un bocca…?

A questo punto sono pronti e sufficientemente stimolati affinché possano trasferire le conoscenze acquisite in fatto di osservazione in un gesto artistico. Seguite i consigli di Vittoria Facchini che attraverso questo laboratorio ci parlerà di volti e sguardi catturati, lasciandosi trasportare dal metodo dell’up-cycling, e tramite gli oggetti che vorremmo riutilizzare, iniziamo a giocare con le espressioni disegnate dei volti. E vedrete che gli sguardi nasceranno spontanei da ognuno di loro.

Guardare l’oggetto scelto da più parti perché possa acquisire un nuovo valore, per diventare parte di un volto, è sicuramente un gesto di pura creatività e di invenzione, potremmo quasi definirlo: magia!

Magia in un lab:

Quello che Vittoria Facchini ci propone qui è un laboratorio facile facile pensato a partire dai cappucci dei pennarelli esausti. Non li avete buttati vero?
Lasciate i corpi dei pennarelli esausti da una parte e i cappucci dall’altra e iniziate a creare un ovale, proprio come il contorno di una faccia fissando i cappucci su di un cartone riciclato e lungo la sua circonferenza; assicuratevi che ‘le parti concave dei cappucci’ siano tutte dalla stessa parte affinché possano diventare dei ‘mini contenitori di …. strisce di carta colorata, per esempio (vedi foto allegate).’

E la magia è fatta: le strisce nere da un lato richiamano espressioni di stupore e anche un po’ di paura, dall’altro lato, le coloratissime strisce arrotolate e arricciate come capelli a boccoli, possono ricordare emozioni semplici e serene come gioia, felicità, amicizia...

Guardate i particolari dei tappi di tempera in barattolo che formano occhi e naso… Provate anche voi.

Facile? Forse si. Sicuramente è tutto da sperimentare insieme ai vostri alunni.

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