Upcycling: l’arte del riuso di ogni cosa

Si tratta di laboratori dedicati alle scuole infanzia-primaria-secondaria di primo grado, pensati per diffondere, attraverso attività scolastiche educative, semplici e immediate, metodi di approccio a tematiche anche complesse, come l’accettazione dell’altro, delle differenze, delle estraneità, delle uguaglianze, delle diversità culturali e fisiche in un atto creativo e al tempo stesso ironico per stemperare le divergenze di pensiero nell’accettazione del diverso da noi, cioè l’altro.

Alle insegnanti il compito di promuovere in classe l’abilità manuale e intellettiva di bambini e ragazzi nell’atto del riuso creativo di ogni cosa usata e destinata ad essere messa in disparte o alienata. 

Partendo dagli spunti preziosi che nascono dalle mani di Vittoria Facchini -artista poliedrica ed esplosiva- scopriamo come la creatività possa divenire un esercizio da applicare a qualsiasi cosa.

Un percorso che contribuisce a coltivare la cultura della sostenibilità, in linea con i temi di Agenda 2030.

Guarda i video e segui i Lab per….facce diverse!

Il primo tema, Facce diverse, parla di diversità: l’accettazione del diverso passa attraverso l’accettazione delle differenze di sguardo, di lineamenti, di colore, di pelle, e soprattutto di espressione. Unendo l’uso dell’up-cycling o riuso degli oggetti destinati ad essere buttati, delle carte o cartoncini di colori diversi, degli imballi, con il pretesto della ‘stranezza’ compositiva per parlare di diversità di gesti, di approccio, di sguardo verso l’altro.

Perché le facce?

Uno studio recente di neuroscienze ha dimostrato che la prima cosa che noi guardiamo ovunque, anche al supermercato sono le facce. Curioso no?

Pare che il nostro cervello abbia addirittura uno spazio dedicato al riconoscimento facciale e alle espressioni.

E le emozioni giocano un ruolo decisivo nel riconoscimento dell’altro proprio attraverso le espressioni facciali: avviene tutto nella nostra mente e in tempi rapidissimi. Interpretiamo le espressioni e le emozioni ad esse connesse in millesimi di secondi senza neanche accorgercene, tanto è antico tale meccanismo. In altre parole, il nostro cervello ha un legame straordinario, emotivo e soprattutto immediato con i visi degli altri esseri umani.

E se aggiungiamo elementi apparentemente distonici come oggetti, o colori che possono andare ad arricchire il disegno con nuovi spunti, aggiungiamo, oltre all’idea di riuso creativo, anche l’ironia. Ecco che il gioco diventa divertente e l’arte si interseca con la comprensione dell’altro attraverso un sorriso.

Molti spunti proposti da Vittoria Facchini che ci condurrà alla scoperta di facili e divertenti laboratori di up-cycling realizzati con tutti gli oggetti che ci vengono in mente e che abbiamo a portata di mano: imballi, barattoli, tappi, blister, pennarelli, pennelli, forbici, cappucci o quello che fino ad oggi abbiamo chiamato ‘scarti’ e che possono diventare meravigliosi elaborati d’artista!

Meravigliose opere d’arte e perché no d’ironia, pensate per scatenare la creatività dei bambini attraverso le mani esperte di Vittoria Facchini e la sua capacità di trovare nelle cose di ogni giorno guizzi creativi trasformati in facce ed espressioni tenere, divertenti, paurose, giocose, preoccupate, capaci di trasmettere emozioni e di stupirci. Pronti alla sfida?

Per qualsiasi domanda o informazione scrivici a: progettiscuole@fila.it

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